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ROCCO E I SUOI FRATELLI
Di Giovanni Testori
Un adattamento di Antonio Syxty da: “Nebbia
al Giambellino”, “Il Fabbricane”,
“LA Gilda del Mac Mahon”, “Il Ponte della
Ghisolfa”, sceneggiatura di “Rocco e i suoi fratelli”
Con Michel Altieri, Raffaella Boscolo, Gualtiero
Burzi
e con Gaetano Callegaro, Pier Paolo Candela, Paolo
Cosenza, Alessia Giangiuliani, Germano Maccioni
Regia: Antonio Syxty
Scene e costumi: Andrea Taddei
Collaborazione scene e Costumi: Andrea Serafino
Regista assistente: Carmelo Rifici
Sartoria: Pia Rame
Combattimenti di pugilato: J.T. Stone
Movimenti coreografici: Jessica Polsky
Relazioni Esterne: Gaia Caimani
Foto di Scena: Alessandra Parisi. 
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In concomitanza con il decennale della morte di Giovanni Testori,
Antonio Syxty, uno dei registi più rappresentativi del
cosiddetto teatro d’innovazione italiano (nonché
stretto amico dello stesso Testori), affiancato dalla mente
laboriosa di Carmelo Rifici, mette in piedi una delle operazioni
più interessanti ed attese nell’ambito della prosa
della stagione 2003/04. Rocco e i suoi fratelli, capolavoro
del cinema neorealista firmato nel 1960 da Luchino Visconti,
rivive un richiamo al tempo presente di tutto rispetto per merito
di questa trasposizione teatrale il cui motore è proprio
l’ispirazione della sceneggiatura cinematografica in questione
a storici racconti testoriani come La Gilda del Mac Mahon e
Il Ponte della Ghisolfa.
Rocco, il dramma della sua famiglia di immigrati conseguente
all’incontro (dunque forse anche alla incomunicabilità)
con le prodigiose risorse del nord non sono altro che l’appiglio
per tratteggiare lo scenario della Milano di Testori e delineare
al contempo i risvolti poetici, tragici dei suoi personaggi.
Un cast di giovani attori per rievocare le interpretazioni di
Alan Delon, Annie Girardot, Renato Salvatori qui affidate a
Michel Altieri (elogiato dalla critica per il suo personalissimo
iter progressivo nelle emozioni di Rocco, in principio smarrito,
poi figura leader dei fratelli, infine personificazione di sacrificio,
immolazione), Raffaella Boscolo (prima attrice del teatro Litta
di Milano, nonché esaltata dallo stesso Testori per la
sua personalissima qualità interpretativa) e Gualtiero
Burzi (giovane promessa dalla scuderia di Luca Ronconi), insieme
alla maestria di Gaetano Callegaro e Paolo Cosenza, l’eclettismo
di Alessia Giangiuliani, il temperamento di Pier Paolo Candela
e Germano Maccioni , per uno spettacolo ricco di suggestioni,
riferimenti letterari coinvolgenti, arditi e catalizzazione
assoluta nel dramma. 
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“Con un pensiero a Testori e sulla scia del ricordo
di quanto e come abbiamo sempre parlato di teatro, di come scriverlo
e di come farlo, ho voluto, forse ‘tradendolo’,
raccontare, per evocazioni e scampoli di narrazione, la Milano
degli ultimi anni ’50 da lui magistralmente descritta
in tanti racconti e romanzi. Quella Milano che andava da Piazza
Scala al Velodromo, o a quella Milano che si stendeva verso
i campi e che correvano lungo le rotaie delle Ferrovie Nord.
Raccontare Milano appunto, utilizzando alcuni personaggi che
Testori aveva creato in quel ciclo più ampio di romanzi
che doveva essere ‘la commedia lombarda’. Così
la vicenda di Rocco e dei suoi fratelli, in questo spettacolo,
è solo uno spunto drammatico e procede per brevi segmenti
di narrazione e drammaturgia, inframezzata alle canzoni dell’Italia
di quegli anni e alle musiche evocative e drammatiche di Nino
Rota, e fortemente contrappuntata con altre vicende, altri personaggi,
altri luoghi della Milano di Testori. Nella costruzione di questo
spettacolo dedicato a lui – a Giovanni – mio scopo
non è mai stato quello di tradurre sulla scena teatrale
il film di Visconti, quanto piuttosto adattare momenti narrativi
legati ai personaggi testoriani di quegli anni ( il Ballabio,
il Rivolta, il G.M., il Morini, la Gilda, l’Ivo, il Gino
e molti altri), sovrapponendoli e intersecandoli per analogie,
ispirazione, echi narrativi e poetici.” Antonio Syxty

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“Intensa prova del protagonista Michel Altieri, impressionante
angelo caduto…”
Enrico Groppali –IL GIORNALE-
"Da segnalare la bella prova di Michel Altieri nelle
vesti del protagonista"
Domenico Rigotti -AVVENIRE-
“Visconti dal cinema al teatro: sul palcoscenico del
Litta è Michel Altieri ad interpretare Rocco… Grande
successo…” Andrea Conti –TG COM-
“Michel Altieri si rivela promettente come unico protagonista”
Isabella Rotti –TOP HAT-
“Michel Altieri un Rocco ostinato e vitale”
Magda Poli –CORRIERE DELLA SERA-
“...Nei panni che furono di Alain Delon, Michel Altieri,
giovane promessa italofrancese, camaleontico talento tra prosa
e musica. Syxty rende omaggio a Testori, mettendo a fuoco la
memoria di una città in cui si miscelavano l’austera
drammaticità lombarda con il sanguigno melò meridionale.”
Margherita Ventavoli –CORRIERE DELLA SERA-
“...Un altro traguardo per il ventiseienne attore
e cantante Michel Altieri nei panni di Rocco.”
Nicola Morisco –LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO-

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“...Da non perdere, con Michel Altieri attore e cantante
italofrancese” -GRAZIA-
“Un interessante cast di giovani attori dominato da
Michel Altieri” Antonio Garbisa –METRO-
“Si nota la presenza di Michel Altieri che impone
il suo Rocco” Franco Quadri – LA REPUBBLICA-
“Syxty ed i suoi attori Michel Altieri, Raffaella
Boscolo e Gaetano Callegaro trasformano in materia teatrale
un film culto” Sara Chiapponi – LA
REPUBBLICA-
“Il premio Massimini Michel Altieri, Raffaella Boscolo
e Gualtiero Burzi: Interpreti ammalianti e carismatici di un
testo ardito, assolutamente contemporaneo.” Pino
Caffarelli –TREND-
“Invertendo l’ordine dei fattori, quando non
è il cinema a ispirarsi al teatro ma viceversa, il risultato
non cambia. Però sorprende.” Zoraide Cremonini
–VOGUE-
“…Uno degli spettacoli più applauditi
della stagione…” Flora Casalinuovo –DONNA
MODERNA-
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